|
Vi sono due modi per assegnare il piatto nel gioco del poker, cioè l'intero ammontare delle fiche giocate in quella mano. Se vi sono stati uno o più "vedo", si procede al confronto delle mani fra tutti i giocatori rimasti in gara, il cosiddetti showdown. Chi ha fatto l'ultima puntata o rilancio scopre per primo tutte le sue carte e dichiara la combinazione che ha ottenuto, poi tocca ai giocatori che hanno "visto", uno alla volta in senso orario (l'ultimo che ha visto mostra quindi il suo gioco per ultimo.). Se chi vede ha una combinazione inferiore a chi ha già mostrato le carte (cioè ha comunque perso la mano), puù concedere il piatto, cioè scartare le sue carte senza mostrarle. Se invece chi vede ha una combinazione più alta, mostra tutte le sue carte e dichiara a sua volta la combinazione ottenuta. Si procede così con tutti i giocatori che hanno visto: quello che ha la combinazione più alta si aggiudica l'intero ammontare del piatto. Nel caso di combinazioni uguali si divide il piatto in parti uguali (nel caso ci sia una fiche del taglio più piccolo dispari, questa viene assegnata a quello fra i giocatori in gara che si trova in posizione inferiore, cioè che ha parlato per primo). Se un giocatore ha fatto una puntata che nessuno ha "visto" (tutti gli altri hanno cioè passato), il piatto è suo e lui non è nemmeno costretto a mostrare le sue carte: per togliersi la curiosità di vederle... bisogna pagare.
Può succedere che un giocatore si sbagli a dichiarare la combinazione che ha in mano (per esempio dichiari doppia coppia e mostri un full o, viceversa, dichiari doppia coppia ed abbia solo una coppia): in questo caso ciò che conta sono le carte (che quindi parlano "per se stesse") e non ciò che il giocatore ha detto e qualunque giocatore al tavolo può far notare l'errore. La situazione diventa irreversibile solo quando le carte sono state scartate.
La struttura delle puntate. La struttura delle puntate è fondamentale in una partita di Poker, perchè determina l'ammontare delle puntate ed i limiti dei rilanci. Normalmente le puntate hanno un limite minimo e i rilanci non possono mai essere inferiori alla puntata stessa; per esempio se la puntata minima è di 20, il rilancio minimo sarà di altri 20 (cioè "fino a 40"). Inoltre i rilanci dopo il primo non possono mai essere inferiori ai rilanci precedenti; per esempio se c'è stato un rilancio "+100". il rilancio seguente, se c'è deve essere di almeno altri 100.
Per quanto riguarda i limiti superiori, vi sono sostanzialmente 3 diverse strutture: no-limit, pot-limit e limit. Chi è abituato a giocare il Poker italiano col mazzo ridotto di 32 carte probabilmente gioca "con i resti", il che equivale al no-limit. No-limt (senza limiti). Ogni giocatore può puntare o rilanciare quanto vuole, con unico tetto tutte le fiche che ha a disposizione in quel momento; è naturalmente la forma di Poker più violenta.
Pot-limit (limite del piatto). Un giocatore può rilanciare al massimo del valore del pot dopo che ha pareggiato la puntala corrente. E' la forma di gioco forse più usata nelle partite private e pur avendo dei limiti - consente spesso un gioco piuttosto violento.
Limit (limitato). è una struttura di puntata poco conosciuta dal pubblico italiano, ma nei tavoli liberi dei club e dei casino si gioca generalmente questo tipo di Poker dove il valore delle puntate e dei rilanci è stabilito a priori. Per esempio se vi trovate a Las Vegas ad un tavolo di Poker $20-%40, vuol dire che i primi giri di puntate andranno di $20 in $20 ed i seguenti di $40 in $40. Per ogni giro ci possono essere un massimo di 3 rilanci (con l'eccezione che se sono rimasti in gioco solo 2 giocatori i rilanci possono continuare indefinitamente). II Poker classico con le 5 carte in mano è forse lo stile che peggio si adatta a questa struttura di puntate (infatti, chi ancora lo gioca sceglie generalmente pot-limit). Il limit funziona molto meglio con giochi tipo Texas e Omaha che hanno 4 giri di puntate o Seven-card stud, che ne ha addirittura 5. Ove non diversamente specificalo considereremo di giocare pot-limit. I resti (ali-in): Qualunque sia la struttura delle scommesse (limit, pot-limit o no-limit), durante una mano un giocatore non può mai puntare più fiche di quelle che ha a disposizione in quel momento. Avrebbe dovuto essere sua cura comprare altre fiche prima dell'inizio della mano. Può dunque capitare che una puntata sia superiore a quanto un giocatore possiede in quel momento. In questo caso il giocatore in questione, per vedere deve giocare i suoi resti, cioè metter sul piatto tutto ciò che ha davanti a sè per coprire almeno parzialmente la puntata avversaria; la parte non coperta formerà un piatto secondario cui non potrò concorrere.
|